Storia e Cultura


la bellezza di un posto non si inventa

La Calabria è terra di antichissima civiltà mediterranea ed è il primo luogo primigenio da cui deriva il nome dell’intera nostra penisola; l’Italia, infatti, fu da principi la Calabria in onore del suo re, Italo. La Calabria è stata un vero e proprio “ponte” per diverse culture, una terra di passaggio e conserva ancora oggi segni visibili importanti come gli scavi di Sibari, di Roccelletta di Borgia e di Locri. Per il turista, tutto ciò, è sicuramente un viaggio affascinante nella storia dell’uomo. Edifici da manuale da Storia dell’Arte, sculture, bassorilievi, opere d’arte di vario tipo e fattura, testimoniano lo splendore della civiltà magnogreca e i periodi seguenti della civiltà calabra. Dalla maestosità dei Bronzi di Riace, noti in tutti il mondo, alle tele di Mattia Preti, alla preziosità dei cori lignei e delle statue che ornano la chiese, alla stessa architettura minore risalente ai vari periodi storici, la Calabria è in grado di offrire al turista, ma anche allo studioso più esigente, un grande itinerario artistico unico nel suo genere. Al patrimonio artistico si intreccia una tradizione artigianale ancora viva e palpitante nei piccoli centri collinari e montani. Dalla ceramica alla scultura in legno, dagli oggetti di rame ai filati, la regione calabra è capace di stupire per la fantasia e la ricchezza di una cultura materiale di grandissimo pregio. Risalendo alla nostra zona (il Golfo di Squillace) introduciamo la strada dei sapori di Cassiodorei.

Cassiodoro fondò tra i monaci “il Vivariense”, che può ritenersi la prima università della storia. Fu autore di moltissime opere importanti e discuteva, con i modi di un esperto assaggiatore, le cose buone del territorio, i formaggi e le ricotte, i vini, l’olio, l’ortaggio, spiegando come e perché fossero più buoni che in altri luoghi. Ecco perché il percorso goloso lungo la costa Jonica catanzarese e le Serre che la sovrastano è stata chiamata strada dei Sapori Cassiodorei. Il tema più importante di questa strada dei sapori è la nuova via dell’agricoltura biologica, tutto ciò che si coltiva è biologico, riguarda la vita. E’ definito biologico tutto ciò che è prodotto nel rispetto degli equilibri naturali e senza intervenire con prodotti chimici di sintesi. In poche parole l’agricoltura biologica vuole ottenere ortaggi, semi e frutti sani e ricchi di sostanze nutritive solo grazie alla qualità del terreno, dell’acqua e del sole. Chi lavora la frutta, la verdura, la carne, il latte, le farine (prodotti biologici) per fare marmellate, sott’oli, dolci, salumi, formaggi e quant’altro di buono la nostra tradizione suggerisce, non vi aggiungerà conservanti o coloranti chimici. Ma c’è anche la possibilità di conoscere un altro segreto delle nonne calabresi, le “ervi e timpa”, ovvero le erbe di sentiero. Perché tanti sapori di una volta non vengono dagli orti e dai frutteti, ma dalla semplice raccolta di ciò che gratuitamente regala la natura. Cassiodoro raccontava di olio e vino ma soprattutto descriveva i profumi e i sapori diversi dei formaggi che venivano dai monti: il segreto stava nella varietà di erbe dei pascoli, perché già allora pecore e pastori si spostavano di stagione in stagione alla ricerca dell’erba più verde. Questo viaggiare dal mare ai monti e viceversa ha un nome, transumanza, ed ha segnato la storia delle genti del versante jonico calabrese.

Veduta della spiaggia del Blanca Cruz

Baia di Caminia, uno dei posti più suggestivi del litorale jonico